DIRETTIVA 2002/65/CE DEL 23/9/2002
CONCERNENTE LA COMMERCIALIZZAZIONE A DISTANZA DI SERVIZI FINANZIARI AI
CONSUMATORI E CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 90/619/CEE DEL CONSIGLIO E LE
DIRETTIVE 97/7/CE E 98/27/CE
(GUCE n. L 271 del 09/10/2002)
IL PARLAMENTO EUROPEO
E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l'articolo 47, paragrafo 2, e gli articoli 55 e 95, vista la proposta
della Commissione(1),
visto il parere del Comitato economico e sociale(2), deliberando secondo
la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3), considerando quanto
segue:
(1) Nell'ambito della realizzazione degli obiettivi del mercato interno
è necessario adottare le misure intese a consolidare progressivamente
tale mercato, misure che devono d'altro canto contribuire al conseguimento
di un livello elevato di protezione dei consumatori conformemente agli
articoli 95 e 153 del trattato.
(2) Sia per i consumatori che per i fornitori di servizi finanziari, la
commercializzazione a distanza di servizi finanziari costituirà
uno dei principali risultati tangibili della realizzazione del mercato
interno.
(3) Nell'ambito del mercato interno, è interesse dei consumatori
poter accedere senza discriminazione alla gamma quanto più ampia
possibile di servizi finanziari disponibili nella Comunità, onde
poter scegliere quelli meglio rispondenti ai loro bisogni. Per assicurare
la libertà di scelta dei consumatori, loro diritto essenziale,
occorre un livello elevato di protezione del consumatore per aumentare
la fiducia del consumatore nel commercio a distanza.
(4) Per il buon funzionamento del mercato interno è essenziale
che i consumatori possano negoziare e concludere contratti con un fornitore
insediato in altri Stati membri, indipendentemente dal fatto che il fornitore
sia o meno legalmente stabilito nello Stato membro di residenza del consumatore.
(5) Per la loro natura immateriale i servizi finanziari si prestano particolarmente
al commercio a distanza, e l'instaurazione di un quadro giuridico applicabile
alla commercializzazione a distanza di servizi finanziari dovrebbe accrescere
la fiducia del consumatore nell'utilizzazione delle nuove tecniche di
commercializzazione a distanza di servizi finanziari, come il commercio
elettronico.
(6) La presente direttiva dovrebbe essere applicata conformemente al trattato
ed al diritto derivato, ivi compresa la direttiva 2000/31/CE(4) sul commercio
elettronico che è applicabile unicamente alle operazioni rientranti
nel suo campo d'applicazione.
(7) La presente direttiva tende a conseguire gli obiettivi sopra indicati
senza interferire sull'applicabilità della legislazione nazionale
o comunitaria che disciplina la libera prestazione di servizi o, se del
caso, il controllo da parte dello Stato membro ospitante e/o i sistemi
di autorizzazione o di sorveglianza degli Stati membri, ove ciò
sia compatibile con la legislazione comunitaria.
(8) Inoltre la presente direttiva, ed in particolare le disposizioni relative
alle informazioni concernenti clausole contrattuali sulla legislazione
applicabile al contratto e/o sul foro competente, non incide sulla possibilità
di applicare alla commercializzazione a distanza di servizi finanziari
il regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente
la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle
decisioni in materia civile e commerciale(5), e la convenzione di Roma
del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali.
(9) Il conseguimento degli obiettivi del piano d'azione per i servizi
finanziari necessita di un livello ancora più elevato di protezione
dei consumatori in alcuni settori. Ciò implica una maggiore convergenza,
in particolare per quanto riguarda i fondi comuni d'investimento non armonizzati,
le norme di comportamento applicabili ai servizi d'investimento e il credito
al consumo. In attesa di realizzare detta convergenza dovrebbe essere
mantenuto un livello elevato di protezione dei consumatori.
(10) La direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 maggio 1997, riguardante la protezione dei consumatori in materia di
contratti a distanza(6), stabilisce le principali disposizioni che si
applicano ai contratti a distanza relativi a beni o servizi conclusi tra
un fornitore e un consumatore. I servizi finanziari non sono tuttavia
contemplati da detta direttiva.
(11) Nel contesto dell'analisi da essa condotta al fine di determinare
la necessità di misure specifiche nell'ambito dei servizi finanziari,
la Commissione ha invitato tutte le parti interessate a trasmetterle le
loro osservazioni, segnatamente in occasione dell'elaborazione del suo
Libro verde intitolato
"Servizi finanziari: come soddisfare le aspettative dei consumatori".
Dalle consultazioni condotte in tale contesto è emersa la necessità
di rafforzare la protezione dei consumatori in questo settore. La Commissione
ha pertanto deciso di presentare una proposta specifica concernente la
commercializzazione a distanza di servizi finanziari.
(12) Disposizioni divergenti o diverse di protezione dei consumatori,
adottate dagli Stati membri in materia di commercializzazione a distanza
dei servizi finanziari ai consumatori, potrebbero avere un'incidenza negativa
sul funzionamento del mercato interno e sulla concorrenza tra le imprese
in esso attive. È quindi necessario introdurre regole comuni a
livello comunitario in tale ambito, senza pregiudicare la protezione generale
del consumatore negli Stati membri.
(13) Un livello elevato di protezione dei consumatori dovrebbe essere
assicurato dalla presente direttiva, per assicurare la libera circolazione
dei servizi finanziari. Gli Stati membri non dovrebbero poter prevedere
disposizioni diverse da quelle stabilite dalla presente direttiva per
i settori che essa armonizza, salvo indicazione contraria espressamente
menzionata nella direttiva stessa.
(14) La presente direttiva copre tutti i servizi finanziari suscettibili
di essere forniti a distanza. Certi servizi finanziari sono tuttavia disciplinati
da disposizioni specifiche della legislazione comunitaria, che continuano
ad applicarsi a detti servizi finanziari. Occorre tuttavia stabilire principi
relativi alla commercializzazione a distanza di tali servizi.
(15) I contratti negoziati a distanza implicano l'utilizzazione di tecniche
di comunicazione a distanza, che sono utilizzate nel quadro di un sistema
di vendita o di prestazione di servizi a distanza senza che si dia la
presenza simultanea del fornitore e del consumatore. L'evoluzione permanente
di tali tecniche impone di definire principi validi anche per quelle ancora
poco utilizzate. I contratti a distanza sono quindi quelli in cui l'offerta,
la negoziazione e la conclusione sono effettuate a distanza.
(16) Uno stesso contratto che comporta operazioni successive o distinte
della stessa natura scaglionate nel tempo può ricevere qualificazioni
giuridiche diverse nei diversi Stati membri, ma è importante che
la presente direttiva sia applicata allo stesso modo in tutti gli Stati
membri. A tal fine occorre considerare che essa si applica alla prima
di una serie di operazioni successive, o di una serie di operazioni distinte
della stessa natura scaglionate nel tempo e che possono essere considerate
come un atto unico, sia nel caso in cui detta operazione o serie di operazioni
costituisca l'oggetto di un contratto singolo, sia nel caso di contratti
successivi distinti.
(17) Per "accordo iniziale di servizio" si può intendere
ad esempio l'apertura di un conto bancario, l'acquisizione di una carta
di credito, la conclusione di un contratto di gestione del portafoglio,
e per "operazioni" si può intendere ad esempio l'alimentazione
di un conto bancario o il prelievo dallo stesso, i pagamenti con carta
di credito, le transazioni nell'ambito di un contratto di gestione del
portafoglio.
L'aggiunta di nuovi elementi a un accordo iniziale, quale ad esempio la
possibilità di utilizzare uno strumento di pagamento elettronico
in collegamento con un conto bancario, non costituisce un'"operazione"
bensì un contratto aggiuntivo cui si applica la presente direttiva.
La sottoscrizione di nuove quote dello stesso fondo di investimento collettivo
viene considerata una delle "operazioni successive della stessa natura".
(18) Riferendosi a un sistema di prestazioni di servizi organizzato dal
fornitore di servizi finanziari, la presente direttiva mira a escludere
dal proprio campo di applicazione le prestazioni di servizi effettuate
su base strettamente occasionale e al di fuori di una struttura commerciale
avente l'obiettivo di concludere contratti a distanza.
(19) Il fornitore è la persona che fornisce servizi a distanza.
La presente direttiva dovrebbe tuttavia applicarsi anche quando una delle
tappe della commercializzazione comporta la partecipazione di un intermediario.
In considerazione della natura e del grado di tale partecipazione, le
disposizioni pertinenti della presente direttiva dovrebbero applicarsi
a detto intermediario, indipendentemente dal suo status giuridico.
(20) I "supporti durevoli" comprendono in particolare i dischetti
informatici, i CD-ROM, i DVD e il disco fisso del computer del consumatore
che tiene in memoria messaggi di posta elettronica, ma non comprendono
i siti Internet tranne quelli che soddisfino i criteri di cui alla definizione
di supporto durevole.
(21) L'impiego di tecniche di comunicazione a distanza non dovrebbe portare
a una diminuzione indebita dell'informazione fornita al consumatore. Per
assicurare la trasparenza la presente direttiva fissa requisiti volti
a garantire un livello adeguato di informazione del consumatore sia prima
che dopo la conclusione del contratto. Il consumatore dovrebbe ricevere,
prima della conclusione di un contratto, le informazioni preliminari necessarie
al fine di poter valutare opportunamente il servizio finanziario propostogli
e quindi scegliere con cognizione di causa. Il fornitore dovrebbe espressamente
indicare per quanto tempo la sua offerta eventuale rimane immutata.
(22) Le informazioni elencate nella presente direttiva comprendono informazioni
di natura generale relative a tutti i tipi di servizi finanziari. Gli
altri requisiti in materia di informazioni relative ad un determinato
servizio, quali la copertura di una polizza assicurativa, non sono precisati
unicamente nella presente direttiva. Le informazioni di questo tipo dovrebbero
essere fornite in conformità, ove del caso, della pertinente normativa
comunitaria o della pertinente legislazione nazionale, adottata conformemente
al diritto comunitario.
(23) Per garantire una protezione ottimale del consumatore, è importante
che egli sia sufficientemente informato sulle disposizioni della presente
direttiva ed eventualmente sui codici di condotta esistenti in questo
settore, e che disponga di un diritto di recesso.
(24) Qualora il diritto di recesso non si applichi per effetto di un'esplicita
richiesta di esecuzione del contratto da parte del consumatore, il fornitore
dovrebbe informarne il consumatore.
(25) Il consumatore dovrebbe essere tutelato dai servizi non sollecitati.
Dovrebbe essere sollevato da qualsiasi obbligo nel caso di servizi non
sollecitati e l'assenza di risposta non dovrebbe implicare consenso da
parte sua. Tale regola non dovrebbe pregiudicare tuttavia la possibilità
del tacito rinnovo dei contratti conclusi validamente tra le parti, quando
il diritto degli Stati membri consenta tale tacito rinnovo.
(26) Gli Stati membri dovrebbero prendere le misure necessarie per proteggere
efficacemente i consumatori che non vogliono essere contattati tramite
determinate tecniche di comunicazione o in determinati momenti. La presente
direttiva dovrebbe fare salve le garanzie particolari offerte al consumatore
dalla legislazione comunitaria relativa alla protezione dei dati personali
e della vita privata.
(27) Per tutelare i consumatori occorre prevedere procedure appropriate
ed efficaci di reclamo e di ricorso negli Stati membri onde disciplinare
le eventuali controversie tra fornitori e consumatori utilizzando, se
del caso, le procedure esistenti.
(28) Gli Stati membri dovrebbero incitare gli organismi pubblici o privati
preposti alla composizione stragiudiziale delle controversie a cooperare
nella risoluzione delle controversie transfrontaliere. Questa cooperazione
potrebbe in particolare mirare a consentire al consumatore di sottoporre
agli organi extragiudiziali stabiliti nello Stato membro in cui risiede
i reclami relativi a fornitori stabiliti in altri Stati membri. L'istituzione
della rete FIN-NET offre un'ulteriore assistenza ai consumatori che si
avvalgono di servizi transfrontalieri.
(29) La presente direttiva lascia impregiudicata l'estensione da parte
degli Stati membri, nel rispetto della normativa comunitaria, della protezione
accordata dalla presente direttiva alle organizzazioni senza scopo di
lucro e agli individui che si avvalgono di servizi finanziari per divenire
imprenditori.
(30) È opportuno che la presente direttiva contempli anche i casi
in cui la normativa nazionale include il concetto di dichiarazione contrattuale
vincolante fatta dal consumatore.
(31) Occorre che le disposizioni della presente direttiva riguardanti
la scelta della lingua da parte del fornitore lascino impregiudicate le
disposizioni di diritto interno adottate in conformità del diritto
comunitario che disciplinano la scelta della lingua.
(32) La Comunità e gli Stati membri hanno preso impegni nell'ambito
dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS) quanto alla possibilità,
per i consumatori, di acquistare all'estero servizi bancari e servizi
d'investimento. Il GATS consente agli Stati membri di adottare misure
per ragioni prudenziali, comprese misure per la protezione degli investitori,
dei depositanti, dei sottoscrittori di assicurazioni o delle persone alle
quali il fornitore di servizi finanziari è tenuto a prestare un
servizio. Tali misure dovrebbero limitarsi ad imporre soltanto le restrizioni
giustificate dalla protezione dei consumatori.
(33) In vista dell'adozione della presente direttiva, è opportuno
procedere all'adeguamento del campo di applicazione della direttiva 97/7/CE
e della direttiva 98/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 maggio 1998, relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi
dei consumatori(7), nonché del campo di applicazione del termine
di risoluzione previsto nella direttiva 90/619/CEE del Consiglio, dell'8
novembre 1990, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari
e amministrative riguardanti l'assicurazione diretta sulla vita, fissa
le disposizioni destinate a facilitare l'esercizio effettivo della libera
prestazione di servizi e modifica la direttiva 79/267/CEE(8).
(34) Poiché lo scopo della presente direttiva, vale a dire l'istituzione
di disposizioni comuni in tema di commercializzazione a distanza di servizi
finanziari ai consumatori, non può essere realizzato in misura
sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere realizzato meglio
a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base
al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato.
La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire
tale scopo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato
nello stesso articolo,
HANNO ADOTTATO LA
PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1 (Oggetto
e campo di applicazione)
1. La presente direttiva ha per oggetto il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative
alla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori.
2. Per i contratti riguardanti servizi finanziari costituiti da un accordo
iniziale di servizio seguito da operazioni successive o da una serie di
operazioni distinte della stessa natura scaglionate nel tempo, le disposizioni
della presente direttiva si applicano esclusivamente all'accordo iniziale.
Qualora non vi sia un accordo iniziale di servizio ma le operazioni successive
o distinte della stessa natura scaglionate nel tempo siano eseguite tra
le stesse parti contrattuali, gli articoli 3 e 4 si applicano solo quando
è eseguita la prima operazione. Tuttavia, ove nessuna operazione
della stessa natura sia eseguita entro un periodo di un anno, l'operazione
successiva è considerata come la prima di una nuova serie di operazioni
e, di conseguenza, si applicano le disposizioni degli articoli 3 e 4.
Articolo 2 (Definizioni)
Ai fini della presente direttiva s'intende per:
a) "contratto a distanza": qualunque contratto avente per oggetto
servizi finanziari, concluso tra un fornitore e un consumatore nell'ambito
di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato
dal fornitore che, per tale contratto, impieghi esclusivamente una o più
tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto,
compresa la conclusione del contratto stesso;
b) "servizio finanziario": qualsiasi servizio di natura bancaria,
creditizia, assicurativa, servizi pensionistici individuali, di investimento
o di pagamento;
c) "fornitore": qualunque persona fisica o giuridica, pubblica
o privata, che, nell'ambito delle proprie attività commerciali
o professionali, è il fornitore contrattuale dei servizi oggetto
di contratti a distanza;
d) "consumatore": qualunque persona fisica che, nei contratti
a distanza, agisca per fini che non rientrano nel quadro della propria
attività commerciale o professionale;
e) "tecnica di comunicazione a distanza": qualunque mezzo che,
senza la presenza fisica e simultanea del fornitore e del consumatore,
possa impiegarsi per la commercializzazione a distanza di un servizio
tra le parti;
f) "supporto durevole": qualsiasi strumento che permetta al
consumatore di memorizzare informazioni a lui personalmente dirette in
modo che possano essere agevolmente recuperate durante un periodo di tempo
adeguato ai fini cui sono destinate le informazioni stesse, e che consenta
la riproduzione immutata delle informazioni memorizzate;
g) "operatore o fornitore di tecnica di comunicazione a distanza":
qualunque persona fisica o giuridica, pubblica o privata, la cui attività
commerciale o professionale consista nel mettere a disposizione dei fornitori
una o più tecniche di comunicazione a distanza.
Articolo 3 (Informazione
del consumatore prima della conclusione del contratto a distanza)
1. In tempo utile prima che il consumatore sia vincolato da un contratto
a distanza o da un'offerta, gli sono fornite le informazioni riguardanti:
1) il fornitore
a)l'identità del fornitore e la sua attività principale,
l'indirizzo geografico al quale il fornitore è stabilito e qualsiasi
altro indirizzo geografico rilevante nei rapporti tra consumatore e fornitore;
b) l'identità del rappresentante del fornitore stabilito nello
Stato membro di residenza del consumatore e l'indirizzo geografico rilevante
nei rapporti tra
consumatore e rappresentante, quando tale rappresentante esista;
c) se il consumatore ha relazioni commerciali con un professionista diverso
dal fornitore, l'identità del professionista, la veste in cui agisce
nei confronti del consumatore, nonché l'indirizzo geografico rilevante
nei rapporti tra consumatore e professionista;
d) se il fornitore è iscritto in un registro commerciale o in un
pubblico registro analogo, il registro di commercio in cui il fornitore
è iscritto e il numero di registrazione o un elemento equivalente
per identificarlo nel registro;
e) qualora l'attività del fornitore sia soggetta ad autorizzazione,
gli estremi della competente autorità di controllo;
2) il servizio finanziario
a) una descrizione delle principali caratteristiche del servizio finanziario;
b) il prezzo totale che il consumatore dovrà corrispondere al fornitore
per il servizio finanziario, compresi tutti i relativi oneri, commissioni
e spese e tutte le imposte versate tramite il fornitore o, se non è
possibile indicare il prezzo esatto, la base di calcolo del prezzo, che
consenta al consumatore di verificare quest'ultimo;
c) se del caso, un avviso indicante che il servizio finanziario è
in rapporto con strumenti che implicano particolari rischi dovuti a loro
specifiche caratteristiche o alle operazioni da effettuare, o il cui prezzo
dipenda dalle fluttuazioni dei mercati finanziari su cui il fornitore
non esercita alcuna influenza, e che i risultati ottenuti in passato non
costituiscono elementi indicativi riguardo ai risultati futuri;
d) l'indicazione dell'eventuale esistenza di altre imposte e/o costi non
versati tramite il fornitore o non fatturati da quest'ultimo;
e) qualsiasi limite del periodo durante il quale sono valide le informazioni
fornite;
f) le modalità di pagamento e di esecuzione;
g) qualsiasi costo specifico aggiuntivo per il consumatore relativo all'utilizzazione
della tecnica di comunicazione a distanza, se addebitato;
3) il contratto a distanza
a) l'esistenza o la mancanza del diritto di recesso conformemente all'articolo
6 e, se tale diritto esiste, la durata e le modalità d'esercizio,
comprese le informazioni relative all'importo che il consumatore può
essere tenuto a versare ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, nonché
alle conseguenze derivanti dal mancato esercizio di detto diritto;
b) la durata minima del contratto a distanza, in caso di prestazione permanente
o periodica di servizi finanziari;
c) le informazioni relative agli eventuali diritti delle parti, secondo
i termini del contratto a distanza, di mettere fine allo stesso prima
della scadenza o unilateralmente, comprese le penali eventualmente stabilite
dal contratto in tali casi;
d) le istruzioni pratiche per l'esercizio del diritto di recesso, comprendenti
tra l'altro l'indirizzo a cui deve essere inviata la comunicazione di
recesso;
e) lo Stato membro o gli Stati membri sulla/e cui legislazione/i il fornitore
si basa per instaurare rapporti con il consumatore prima della conclusione
del contratto a distanza;
f) qualsiasi clausola contrattuale sulla legislazione applicabile al contratto
a distanza e/o sul foro competente;
g) la lingua o le lingue in cui sono comunicate le condizioni contrattuali
e le informazioni preliminari di cui al presente articolo, nonché
la lingua o le lingue in cui il fornitore, con l'accordo del consumatore,
s'impegna a comunicare per la durata del contratto a distanza;
4) ricorso
a) l'esistenza o la mancanza di procedure extragiudiziali di reclamo e
di ricorso accessibili al consumatore che è parte del contratto
a distanza e, ove tali procedure esistono, le modalità che consentono
al consumatore di avvalersene;
b) l'esistenza di fondi di garanzia o di altri dispositivi di indennizzo,
non contemplati dalla direttiva 94/19/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa ai sistemi di garanzia dei depositi(9),
e della direttiva 97/9/CE del parlamento europeo e del Consiglio del 3
marzo 1997 relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori(10).
2. Le informazioni di cui al paragrafo 1, il cui fine commerciale deve
risultare in maniera inequivoca, sono fornite in modo chiaro e comprensibile
con qualunque mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza
utilizzata, tenendo debitamente conto in particolare dei principi di buona
fede nelle transazioni commerciali e dei principi che disciplinano la
protezione delle persone che, secondo la legislazione degli Stati membri,
sono ritenute incapaci, quali i minori.
3. In caso di comunicazioni mediante telefonia vocale:
a) l'identità del fornitore e il fine commerciale della chiamata
avviata dal fornitore sono dichiarati in maniera inequivoca all'inizio
di qualsiasi conversazione con il consumatore;
b) devono essere fornite, previo consenso formale del consumatore, solo
le informazioni seguenti:
- l'identità della persona in contatto con il consumatore e il
suo rapporto con il fornitore,
- una descrizione delle principali caratteristiche del servizio finanziario,
- il prezzo totale che il consumatore dovrà corrispondere al fornitore
per il servizio finanziario, comprese tutte le imposte versate tramite
il fornitore o, se non è possibile indicare il prezzo esatto, la
base di calcolo del prezzo, che consenta al consumatore di verificare
quest'ultimo,
- l'indicazione dell'eventuale esistenza di altre imposte e/o costi non
versati tramite il fornitore o non fatturati da quest'ultimo,
- l'esistenza o la mancanza del diritto di recesso conformemente all'articolo
6 e, se tale diritto esiste, la durata e le modalità d'esercizio,
comprese le informazioni relative all'importo che il consumatore può
essere tenuto a versare ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1.
Il fornitore comunica al consumatore che altre informazioni sono disponibili
su richiesta e ne precisa la natura. Il fornitore comunica in ogni caso
le informazioni complete quando adempie ai propri obblighi ai sensi dell'articolo
5.
4. Le informazioni relative agli obblighi contrattuali, da comunicare
al consumatore nella fase precontrattuale, devono essere conformi agli
obblighi contrattuali imposti dalla legge che si presume applicabile al
contratto a distanza qualora questo sia concluso.
Articolo 4 (Requisiti
aggiuntivi in materia di informazioni)
1. Se disposizioni della legislazione comunitaria che disciplina i servizi
finanziari contengono requisiti aggiuntivi in materia di informazioni
preliminari rispetto a quelli di cui all'articolo 3, paragrafo 1, tali
requisiti rimangono applicabili.
2. In attesa di un'ulteriore armonizzazione, gli Stati membri possono
mantenere o introdurre disposizioni più rigorose riguardo ai requisiti
in materia di informazioni preliminari se tali disposizioni sono conformi
al diritto comunitario.
3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni nazionali
sui requisiti in materia di informazioni preliminari di cui ai paragrafi
1 e 2 del presente articolo se tali requisiti sono aggiuntivi rispetto
a quelli di cui all'articolo 3, paragrafo 1. Nel procedere alla stesura
della relazione di cui all'articolo 20, paragrafo 2, la Commissione tiene
conto delle disposizioni nazionali comunicate.
4. Al fine di garantire con ogni mezzo appropriato un elevato grado di
trasparenza, la Commissione si assicura che le informazioni sulle disposizioni
nazionali che le sono comunicate siano anche comunicate ai consumatori
e ai fornitori.
Articolo 5 Comunicazione
delle condizioni contrattuali e delle informazioni preliminari
1. Il fornitore comunica al consumatore tutte le condizioni contrattuali
nonché le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, e all'articolo
4 su supporto cartaceo o su un altro supporto durevole, disponibile ed
accessibile per il consumatore in tempo utile, prima che il consumatore
sia vincolato da un contratto a distanza o da un'offerta.
2. Il fornitore ottempera all'obbligo di cui al paragrafo 1 subito dopo
la conclusione del contratto a distanza, se quest'ultimo è stato
concluso su richiesta del consumatore utilizzando una tecnica di comunicazione
a distanza che non consente di trasmettere le condizioni contrattuali
né le informazioni ai sensi del paragrafo 1.
3. In qualsiasi momento del rapporto contrattuale il consumatore, se lo
richiede, ha il diritto di ricevere le condizioni contrattuali su supporto
cartaceo. Inoltre il consumatore ha il diritto di cambiare la tecnica
di comunicazione a distanza utilizzata, a meno che ciò non sia
incompatibile con il contratto concluso o con la natura del servizio finanziario
prestato.
Articolo 6 Diritto
di recesso
1. Gli Stati membri fanno in modo che il consumatore disponga di un termine
di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto senza penali
e senza dover indicare il motivo. Tuttavia, tale termine è esteso
a trenta giorni di calendario per i contratti a distanza aventi per oggetto
le assicurazioni sulla vita di cui alla direttiva 90/619/CEE e le operazioni
aventi ad oggetto gli schemi pensionistici individuali. Il termine durante
il quale può essere esercitato il diritto di recesso decorre:
- dalla data della conclusione del contratto, tranne nel caso di tali
assicurazioni sulla vita, per le quali il termine comincia a decorrere
dal momento in cui al consumatore viene comunicato che il contratto è
stato concluso, oppure
- dalla data in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali e
le informazioni di cui all'articolo 5, paragrafi 1 o 2, se tale data è
successiva a quella di cui al primo trattino.
Oltre al diritto di recesso, gli Stati membri possono prevedere che l'applicabilità
dei contratti relativi ai servizi di investimento sia sospesa durante
la decorrenza del termine previsto nel presente paragrafo.
2. Il diritto di recesso non si applica:
a) ai servizi finanziari il cui prezzo dipende da fluttuazioni del mercato
finanziario che il fornitore non è in grado di controllare e che
possono aver luogo durante il periodo di recesso, quali ad esempio i ervizi
riguardanti:
- operazioni di cambio,
- strumenti del mercato monetario,
- valori mobiliari,
- quote di un organismo di investimento collettivo,
- contratti a termine fermo ("futures") su strumenti finanziari,
compresi gli strumenti equivalenti che si regolano in contanti,
- contratti a termine su tassi di interesse (FRA),
- contratti swaps su tassi d'interesse, su valute o contratti di scambio
connessi ad azioni o a indici azionari ("equity swaps"),
- opzioni per acquistare o vendere qualsiasi strumento previsto dalla
presente lettera, compresi gli strumenti equivalenti che si regolano in
contanti. Sono comprese in particolare in questa categoria le opzioni
su valute e su tassi d'interesse;
b) alle polizze di assicurazione viaggio e bagagli o alle analoghe polizze
assicurative a breve termine di durata inferiore a un mese;
c) ai contratti interamente eseguiti da entrambe le parti su richiesta
esplicita del consumatore prima che quest'ultimo eserciti il suo diritto
di recesso.
3. Gli Stati membri possono prevedere che il diritto di recesso non si
applichi:
a) ai crediti diretti principalmente a permettere di acquistare o mantenere
diritti di proprietà su terreni o edifici esistenti o progettati,
o di rinnovare o ristrutturare edifici; o
b) ai crediti garantiti da ipoteca su beni immobili o da diritti su beni
immobili; o
c) alle dichiarazioni dei consumatori rilasciate dinanzi ad un pubblico
ufficiale a condizione che il pubblico ufficiale confermi che al consumatore
sono garantiti i diritti di cui all'articolo 5, paragrafo 1.
Il presente paragrafo non pregiudica il diritto ad un periodo di riflessione
a vantaggio dei consumatori residenti negli Stati membri in cui tale diritto
vige al momento dell'adozione della presente direttiva.
4. Gli Stati membri che si avvalgono della possibilità di cui al
paragrafo 3 ne danno comunicazione alla Commissione.
5. La Commissione mette le informazioni comunicate dagli Stati membri
a disposizione del Parlamento europeo e del
Consiglio e assicura che esse siano comunicate anche ai consumatori e
ai fornitori che ne fanno richiesta.
6. Se esercita il suo diritto di recesso, il consumatore invia, prima
dello scadere del termine, secondo le istruzioni pratiche che gli sono
state date ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, punto 3, lettera d),
una comunicazione che costituisca un mezzo di prova conformemente alla
legislazione nazionale. Il termine si considera rispettato se la comunicazione,
sempreché effettuata per iscritto o mediante altro supporto durevole
disponibile e accessibile al destinatario, sia inviata anteriormente alla
scadenza del termine.
7. Il presente articolo non si applica alla risoluzione dei contratti
di credito disciplinata dall'articolo 6, paragrafo 4, della direttiva
97/7/CE o dall'articolo 7 della direttiva 94/47/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 26 ottobre 1994, concernente la tutela dell'acquirente
per taluni aspetti dei controlli relativi all'acquisizione di un diritto
di godimento a tempo parziale di beni immobili(11). Se a un contratto
a distanza relativo a un determinato servizio finanziario è aggiunto
un altro contratto a distanza riguardante servizi finanziari prestati
da un fornitore o da un terzo sulla base di un accordo tra il terzo e
il fornitore, questo contratto aggiuntivo è risolto, senza alcuna
penale, qualora il consumatore
eserciti il suo diritto di recesso secondo le modalità fissate
all'articolo 6, paragrafo 1.
8. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni legislative
e regolamentari degli Stati membri in materia di scioglimento, estinzione
o non applicabilità del contratto a distanza o il diritto del consumatore
di ottemperare ai suoi obblighi contrattuali prima del termine fissato
dal contratto a distanza. Questo vale a prescindere dalle condizioni e
dagli
effetti giuridici della risoluzione del contratto a distanza.
Articolo 7 Pagamento
del servizio fornito prima del recesso
1. Il consumatore che esercita il diritto di recesso conferitogli dall'articolo
6, paragrafo 1 può essere tenuto a pagare quanto prima solo l'importo
del servizio finanziario effettivamente prestato dal fornitore conformemente
al contratto a distanza. L'esecuzione del contratto può iniziare
solo previo consenso del consumatore. Detto importo non può:
- eccedere un importo proporzionale all'importanza del servizio già
fornito in rapporto a tutte le prestazioni previste dal contratto a distanza,
- essere tale da poter costituire una penale.
2. Gli Stati membri possono prevedere che il consumatore non sia tenuto
a pagare alcun importo allorché recede da un contratto di assicurazione.
3. Il fornitore non può esigere dal consumatore il pagamento di
un importo in base al paragrafo 1 se non è in grado di provare
che il consumatore è stato debitamente informato dell'importo dovuto,
in conformità dell'articolo 3, paragrafo 1, punto 3, lettera a).
Egli non può tuttavia in alcun caso esigere tale pagamento se ha
dato inizio all'esecuzione del contratto prima della scadenza del periodo
di esercizio del diritto di recesso di cui all'articolo 6, paragrafo 1,
senza che vi fosse una preventiva richiesta del consumatore.
4. Il fornitore è tenuto a rimborsare al consumatore, quanto prima
e al più tardi entro 30 giorni di calendario, tutti gli importi
da questo versatigli in conformità del contratto a distanza, ad
eccezione dell'importo di cui al paragrafo 1. Il periodo decorre dal giorno
in cui il fornitore riceve la comunicazione di recesso.
5. Il consumatore restituisce al fornitore quanto prima, e al più
tardi entro 30 giorni di calendario, qualsiasi
importo e/o bene che abbia ricevuto da quest'ultimo. Il periodo decorre
dal giorno in cui il consumatore invia la comunicazione di recesso.
Articolo 8 Pagamento
con carta di pagamento
Gli Stati membri si accertano che esistano misure adeguate affinché:
- il consumatore possa chiedere l'annullamento di un pagamento in caso
di uso fraudolento della sua carta di pagamento nell'ambito di contratti
a distanza,
- in caso di tale uso fraudolento, al consumatore sia riaccreditato o
rimborsato l'importo versato.
Articolo 9 Servizi
non richiesti
Fatte salve le disposizioni degli Stati membri relative al tacito rinnovo
dei contratti a distanza, quando dette norme consentono il tacito rinnovo,
gli Stati membri adottano le misure necessarie per:
- vietare la fornitura di servizi finanziari ad un consumatore senza che
questi ne abbia preliminarmente
fatto richiesta, quando questa fornitura comporti una domanda di pagamento
immediato o differito nel tempo,
- dispensare il consumatore da qualunque obbligo in caso di fornitura
non richiesta, fermo restando che l'assenza
di risposta non implica consenso.
Articolo 10 Comunicazioni
non richieste
1. L'utilizzazione da parte di un fornitore delle seguenti tecniche di
comunicazione a distanza richiede
il previo consenso del consumatore:
a) sistemi automatizzati di chiamata senza intervento di un operatore
(dispositivo automatico di chiamata);
b) fax (telecopia).
2. Gli Stati membri adottano le misure appropriate affinché le
tecniche di comunicazione a distanza diverse
da quelle indicate al paragrafo 1, quando consentono una comunicazione
individuale:
a) non siano autorizzate se non è stato ottenuto il consenso del
consumatore interessato; o
b) possano essere utilizzate solo in assenza di una manifesta opposizione
del consumatore.
3. Le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 non comportano costi per i consumatori.
Articolo 11 Sanzioni
Gli Stati membri prevedono sanzioni adeguate in caso di mancato rispetto
da parte del fornitore delle disposizioni nazionali adottate in conformità
della presente direttiva.
A tal fine essi possono disporre, in particolare, che il consumatore possa
risolvere il contratto in qualsiasi momento, senza costi e senza penali.
Tali sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.
Articolo 12 Carattere
cogente delle disposizioni della presente direttiva
1. Il consumatore non può rinunciare ai diritti conferitigli dalla
presente direttiva.
2. Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché il consumatore
non sia privato della tutela assicurata dalla presente direttiva in virtù
della scelta della legge di un paese terzo quale legge applicabile al
contratto quando questo contratto presenta uno stretto collegamento con
il territorio di uno o più Stati membri.
Articolo 13 Ricorso
giudiziario o amministrativo
1. Gli Stati membri vigilano affinché siano posti in atto mezzi
adeguati ed efficaci per assicurare il rispetto della presente direttiva
nell'interesse dei consumatori.
2. I mezzi di cui al paragrafo 1 comprendono disposizioni che permettano
ad uno o più dei seguenti organismi, determinati dalla legislazione
nazionale, di adire, secondo il diritto nazionale, i giudici o gli organi
amministrativi competenti per l'applicazione delle disposizioni nazionali
di attuazione della presente direttiva:
a) organismi pubblici o loro rappresentanti;
b) associazioni di consumatori aventi un interesse legittimo a tutelare
i consumatori;
c) associazioni professionali aventi un interesse legittimo ad agire.
3. Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché i fornitori
e gli operatori di tecniche di comunicazione a distanza, se sono in grado
di farlo, pongano fine alle pratiche dichiarate non conformi alla presente
direttiva sulla base di una decisione giudiziaria, di una decisione emanante
da un'autorità amministrativa o da un'autorità di controllo
loro notificata.
Articolo 14 Ricorso
extragiudiziale
1. Gli Stati membri promuovono l'istituzione di adeguate ed efficaci procedure
extragiudiziali di reclamo e di ricorso per la composizione di controversie
riguardanti i consumatori relative a servizi finanziari forniti a distanza.
2. Gli Stati membri, in particolare, esortano gli organismi responsabili
della composizione extragiudiziale delle controversie a cooperare ai fini
della composizione delle controversie transfrontaliere riguardo a servizi
finanziari forniti a distanza.
Articolo 15 Onere
della prova
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 3, gli Stati membri hanno facoltà
di stabilire che l'onere della prova, per quanto riguarda l'ottemperanza
da parte del fornitore all'obbligo di informazione del consumatore e per
quanto riguarda il consenso del consumatore alla conclusione del contratto
e, se del caso, all'esecuzione di quest'ultimo, possa incombere al fornitore.
Costituisce clausola abusiva, ai sensi della direttiva 93/13/CEE del Consiglio,
del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati
con i consumatori(12), ogni clausola contrattuale che ponga a carico del
consumatore l'onere della prova dell'ottemperanza, totale o parziale,
da parte del fornitore, agli obblighi che gli incombono in virtù
della presente direttiva.
Articolo 16 Misure
transitorie
Gli Stati membri possono far valere norme nazionali conformi alla presente
direttiva nei confronti dei fornitori stabiliti in uno Stato membro che
non ha ancora recepito la presente direttiva e in cui non vigono obblighi
corrispondenti a quelli in essa previsti.
Articolo 17 Direttiva
90/619/CEE
All'articolo 15, paragrafo 1, della direttiva 90/619/CEE, il primo comma
è sostituito dal seguente:
"1. Ciascuno Stato membro prescrive che il contraente di un contratto
individuale di assicurazione sulla vita
disponga di un termine di 30 giorni di calendario a decorrere dal momento
in cui il contraente è informato
che il contratto è stato concluso, per rinunciare agli effetti
del contratto."
Articolo 18 Direttiva
97/7/CE
La direttiva 97/7/CE è modificata come segue:
1) all'articolo 3, paragrafo 1, il primo trattino è sostituito
dal seguente:
"- relativi a un servizio finanziario cui si applica la direttiva
2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002,
concernente la commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai
consumatori e che modifica le direttive 90/619/CEE del Consiglio, 97/7/CE
e 98/27/CE(13); "
2) l'allegato II è soppresso.
Articolo 19 Direttiva
98/27/CE
All'allegato della direttiva 98/27/CE è aggiunto il seguente punto
11:
"11. Direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a distanza di
servizi finanziari ai consumatori e che modifica le direttive 90/619/CEE
del Consiglio, 97/7/CE e 98/27/CE(14)."
Articolo 20 Riesame
1. In seguito all'attuazione della presente direttiva, la Commissione
esamina il funzionamento del mercato
interno dei servizi finanziari per quanto riguarda la commercializzazione
di tali servizi. Essa dovrebbe cercare di analizzare ed esporre dettagliatamente
le difficoltà che incontrano o possono incontrare sia i consumatori
sia i fornitori, in particolare quelle derivanti dalle differenze tra
disposizioni nazionali in materia di informazione e di diritto di recesso.
2. Entro il 9 aprile 2006 la Commissione presenta al Parlamento europeo
e al Consiglio una relazione sui problemi incontrati dai consumatori e
dai fornitori per acquistare e vendere servizi finanziari, corredata se
del caso di proposte dirette a modificare e/o armonizzare ulteriormente
le disposizioni in materia di informazione e di diritto di recesso contenute
nella normativa comunitaria riguardante i servizi finanziari e/o contemplate
dall'articolo 3.
Articolo 21 Recepimento
1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari
e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al
più tardi il 9 ottobre 2004. Essi ne informano immediatamente la
Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità
di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni
essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato
dalla presente direttiva nonché una tabella di corrispondenza tra
le disposizioni della presente direttiva e le disposizioni nazionali adottate.
Articolo 22 Entrata
in vigore
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 23 Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
NOTE
(1) GU C 385 dell'11.12.1998,
pag. 10 e GU C 177 E del 27.6.2000, pag. 21.
(2) GU C 169 del 16.6.1999,
pag. 43.
(3) Parere del Parlamento
europeo del 5.5.1999 (GU C 279 dell'1.10.1999, pag. 207), posizione comune
del Consiglio del 19.12.2001 (GU C 58 E del 5.3.2002, pag. 32) e decisione
del Parlamento europeo del 14.5.2002 (non ancora pubblicata nella Gazzetta
ufficiale). Decisione del Consiglio del 26.6.2002 (non ancora pubblicata
nella Gazzetta ufficiale.
(4) GU L 178 del 17.7.2000,
pag. 1.
(5) GU L 12 del 16.1.2001,
pag. 1.
(6) GU L 144 del 4.6.1997,
pag. 19.
(7) GU L 166 dell'11.6.1998,
pag. 51. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/31/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1).
(8) GU L 330 del 29.11.1990,
pag. 50. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 92/96/CEE (GU
L 360 del 9.12.1992, pag. 1).
(9) GU L 135 del 31.5.1994,
pag. 5.
(10) GU L 84 del 26.3.1997,
pag. 22.
(11) GU L 280 del
29.10.1994, pag. 83.
(12) GU L 95 del 21.4.1993,
pag. 29.
(13) GU L 271 del
9.10.2002, pag. 16.
(14) GU L 271 del
9.10.2002, pag. 16. |